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Il fatto che esista una pluralità di sindacati e di associazioni di categoria trae motivazione sia da una serie di motivazioni storiche, sia dal fatto che coloro che li hanno costituiti e che li mantengono operativi ritengono di rappresentare interessi da altri trascurati. La deprecabile esperienza delle Corporazioni, che l'Italia ha sperimentato dei decenni immediatamente precedente alla costituzione delle Repubblica, ci ha insegnato che la riduzione della rappresentanza di interessi divergenti dei vari rami e categorie produttive ad un unico Ente comporta una minore capacità delle imprese di incidere sullo sviluppo del Mercato, lasciando direttamente al Governo politico ed amministrativo tale compito. Oggi, in un contesto di economia globale, in cui i Governi hanno una capacità molto limitata d'intervento, gli spunti e la forza necessaria, per creare meccanismi di adattamento locale che permettano di raggiungere i livelli di competitività necessari, devono necessariamente partire dal basso, dal dialogo tra le Imprese e tra queste ed il Territorio, sviluppando il dibattito tra tutti i soggetti titolati a rappresentare i vari interessi, alla ricerca di linee di convergenza che sappiano disegnare strategie di medio e lungo periodo. La Crisi Globale, che ancora ci colpisce, ha dimostrato quanto il tessuto imprenditoriale della Provincia di Venezia sia particolarmente debole: dopo quarant'anni di industria di Stato, che da Porto Marghera ha condizionato l'assetto economico e sociale del Territorio, nonostante l'avvento della privatizzazione, non siamo riusciti a creare un'alternativa imprenditoriale, al punto che la chiusura di poche aziende rischia di avviare la più grave crisi occupazionale mai vissuta dal nostro Territorio. Il solo fatto che, a differenza delle altre Provincie Venete (e Friulane), in quella veneziana non esistono concentrazioni settoriali di imprese sufficienti a dare vita a distretti industriali e permettere alle nostre imprese di accedere alle misure della Legge Regionale 8, dimostra la assoluta necessità di creare ed avviare un piano strategico di sviluppo dell'imprenditoria su modelli che sono ancora tutti da pensare. Per questo motivo, invito il Presidente dei Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Venezia, Matteo Zoppas, a collaborare per creare assieme un percorso di dialogo e convergenza che, a partire dalle nostre, possa poi trasformarsi in un Forum che coinvolga tutte le Associazioni di categoria provinciali, al fine di progettare assieme una strategia per il futuro del nostro Territorio. Simone Padoan Presidente Giovani Imprenditori di APIndustria Venezia Vice Presidente con delega relazioni industriali. |